9 Aprile 2026

Il dubbio sull’auto elettrica è legittimo. Ma c’è una differenza importante tra le paure fondate e quelle che ci siamo costruiti su racconti di seconda mano. Nel 2025, quasi il 38% degli italiani si dichiara intenzionato ad acquistare un’auto a batteria nei prossimi due anni eppure le vendite reali restano lontane da questa intenzione. Il motivo? Le paure giuste e quelle sbagliate si mescolano, e il risultato è il blocco totale.
Le paure che hanno senso (almeno in parte)
L’autonomia rimane la preoccupazione più sentita, soprattutto per i percorsi extraurbani. E in Italia, più che altrove, il problema è reale: il numero di colonnine pubbliche per 1.000 veicoli è tra i più bassi d’Europa, e l’indice di “eReadiness” del nostro Paese si ferma a 2,5 su 5, ben distante da Francia (3,8) e Germania (3,4). In più, il calo delle prestazioni della batteria nelle giornate fredde è segnalato dal 36% dei proprietari italiani di EV come un aspetto critico.
Le paure che invece sono sopravvalutate
Quella sull’affidabilità è probabilmente la più diffusa e la meno fondata: circa il 90% dei proprietari di auto elettrica in Italia si dichiara soddisfatto dell’acquisto, lodando l’esperienza di guida e la praticità della ricarica domestica.
L’“ansia da ricarica” è reale se usi le colonnine pubbliche ogni giorno, ma il 63% degli EV owner ricarica principalmente a casa o in ufficio, e per chi vive nell’area di Milano, questa opzione è quasi sempre disponibile.
I costi di manutenzione sono invece inferiori rispetto a un termico tradizionale: niente tagliandi olio, niente frizione, meno usura dei freni.
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